Italia - Germania la sfida che sa di leggenda
Da sempre la sfida tra Italia e Germanica racchiude fantastiche sensazioni ed immense emozioni. Sono tante le sfide che hanno dimostrato di valere il prezzo del biglietto, come dimenticare: “La Partita del Secolo”. E’ il 1970, Mondiali in Messico, semifinale. Al termine dei 90 minuti regolamentari, finiti 1-1, nessuno avrebbe immaginato che in quel momento stavano iniziando i 30 minuti più emozionanti della storia del calcio. L’1-1 al termine dei tempi regolamentari è effetto dei gol realizzati da Roberto Boninsegna e Karl-Heinz Schnellinger. I tempi supplementari si aprono subito con un colpo che avrebbe steso il miglior pugile. Il gol di Gerd Muller, dopo appena tre minuti, è una doccia fredda. La reazione azzurra è però immediata. Al 98’ Tarcisio Burgnich porta il risultato in parità e al 104’un immenso Gigi Riva mette a segno il 3-2. La strada dell’Italia appare in discesa quando ancora Muller, al minuto 110 riporta la situazione in equilibrio. Dopo appena un giro di lancette, però un Paese intero esplode al gol di Gianni Rivera che porta il punteggio sul 4-3 finale, con una rete che è diventata la fotografia di un’epoca.
Nel 1982, in Spagna, la Coppa del Mondo è contesa dall’Italia di Bearzot e dalla Germania Ovest. L’Italia arriva in finale dopo un inizio di torneo deludente. Gli azzurri superano il primo girone eliminatorio con 3 pareggi, ma dimostrano grande compattezza nelle partite successive in cui hanno la meglio addirittura sulle corazzate Brasile e Argentina. Contro la Germania, l’Italia domina, ma spreca un’occasione ghiotta per passare in vantaggio con il rigore fallito da Antonio Cabrini. Nella ripresa la Germania cala ulteriormente e gli uomini di Bearzot vanno a segno ben tre volte con Paolo Rossi, Marco Tardelli e Andrea Altobelli. Serve solo agli almanacchi il gol messo a segno da Breitner nei minuti finali. “Palla al centro per Muller, ferma Scirea, Bergomi, Gentile, evviva è finita! Campioni del mondo, Campioni del mondo, Campioni del mondo!!!”. Queste le parole con cui Nando Martellini ha annunciava il trionfo azzurro. Sono parole impresse nel cuore di tutti gli sportivi italiani.

Più recente ma allo stesso modo emozionante, forse anche di più, è l’ultimo confronto tra Italia e Germania. Anno 2006, Mondiali di Germania. In semifinale gli azzurri incontrano i padroni di casa. La comitiva Lippi, reduce da Calciopoli, mette sul campo l’orgoglio tutto italiano per reagire alle batoste inflitte dagli scandali. L’Italia contro i tedeschi gioca bene, ma i 90 minuti regolamentari si concludono sullo 0-0. Anche i supplementari sembrano non regalare sussulti. Tutto lascia presagire che la finale sarà assegnata con la lotteria dei rigori. A tre minuti dalla fine, però Andrea Pirlo trova un passaggio filtrante per un semisconosciuto Fabio Grosso che con un tiro di prima in trova una traiettoria imparabile con palla che si insacca nell’angolino alle spalle. La Germania si riversa in attacco lasciando campo al contropiede azzurro. Ennesimo pallone recuperato dal capitano Fabio Cannavaro, palla a Totti, il quale lancia Gilardino. Alberto aspetta la sovrapposizione di Del Piero e poi lo serve in area. Tocco sotto del giocatore della Juventus e palla all’incrocio. E’ l’apoteosi. E per il popolo azzurro è solo l’antipasto della festa che scoppierà dopo la finale vinta ai rigori con la Francia.


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